Tirilli

26 gennaio 2010 at 19:22 (Tirilli)

Alla memoria della gattona Tirilli,
detta anche Rilli, Rillona, Tona.
Che vedo tutt’ora come fosse ancora qui:
accovacciata sulla tastiera del PC.
A impedirmi di scrivere.
Io non osando spostarla per non disturbarla.

La gattina, raccattata per la strada, arrivò in una scatola di cartone.
Non viaggiava da sola: le teneva compagnia un’allegra brigata di pulci spensierate.
Si trattava del gatto più piccolo mai visto, ma aveva una grinta e un coraggio degni di un samurai.
Il suo coraggio fu onorato e contraccambiato con il rispetto che qualsiasi essere vivente – uomo o animale – merita, comunque, in ogni caso.
Le fu assegnato, per incominciare, un nome: Tirilli.
E subito diventò il componente della famiglia più privilegiato: a cui tutto era dovuto senza comportarle alcun dovere in cambio.
Noi tutti, di giorno, lavoravamo, mentre lei dormiva. Così poi, la notte, noi avremmo voluto dormire ma lei, riposata e sveglia, giocava con i nostri piedi e ci mordicchiava gli alluci. (Vaglielo a spiegare che non eran topolini!)
L’estate ci seguiva puntualmente in vacanza. Attraversava impavida mari e monti dentro la sua gabbia.
In seguito, la consuetudine trasformò il laborioso nome di Tirilli in quello più spedito di Rilli. Il quale a sua volta, viste le dimensioni nel frattempo assunte dalla gatta, volse in Rillona.
Rillona passava buona parte del suo tempo accucciata sui fogli bianchi del mio tavolo a farmi compagnia ma anche dispetti.
Infine si abbandonò alla pigrizia di una serena vecchiaia.
Il nome Rillona si trasformò per altrettanta nostra pigrizia in Tona, più corto e meno impegnativo.
E quando chiamavo Tona, lei mi guardava con la dolcezza pacata e saggia di chi ormai sa tutto della vita.

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