Praticamente, cioè, OK!
Conosco un tale che qualsiasi frase dica,
puntualmente inizia o finisce con «OK».
Per esempio: «OK, domani ci vediamo, OK?».
Oppure: «OK! OK, OK… OK!».
Che sia scritto «OK» o «Okay» poco importa. Me lo ritrovo, dovunque io vada, detto dall’amico o in tivù, dall’annunciatore o dal barista o al protagonista di qualsiasi film, fosse italiano, turco, americano.
«Okay», tutte le razze del mondo le ritrovi unite, una volta tanto, da questa brevissima, magica parola.
La mia amica Cinzia, invece, trova tutto «favoloso».
«Ho comperato un vestitino favoloso a un prezzo favoloso – dice -, ho mangiato un risotto favoloso in un posto favoloso…».
Ma l’altro mio amico Luca è… praticamente imbattibile.
Una frase-tipo di Luca: «Praticamente io faccio, praticamente, quello che voglio. Se, praticamente, una cosa non mi va, io, praticamente, non la faccio».
Ma poi ci sono quelli del «cioè».
«Io, cioè, sono così. Cioè, voglio dire che, cioè…».
Altri, ancora non finisci di parlare, che ti troncano con un potente «Esatto!».
Per non dire di quel mio amico che usa dire «Allora».
«All’ora quale?» gli ho chiesto l’altro giorno, con la speranza che fosse arrivata l’ora di non sentirmi mai più dire «allora». Mai più.
Già.
Impariamo a parlare, gente.
A usare parole sempre varie.
Conoscere tante parole e saperle adoperare è come essere bravi a comporre con le note.
Una frase, se detta o scritta bene, suona e funziona come una canzone. Suscita emozione.
Manifesto del celebre film western «Sfida all’OK Corral» che riprende un episodio realmente avvenuto all’epoca dei pionieri negli Stati Uniti Permalink Commenti disabilitati
