Pippo Sbadatello tra ciotole e ciottoli
È facile fare la figura del ciucciariello. Così questa storiella raccoglie apposta tante parole con i suoni: ci, ce, cio, ciu, gi, ge, gia, gio, giu.
Perchè tu possa acquisire confidenza e non sbagliare quando scrivi.
Pippo Sbadatello se ne andò un giorno, per gioco, a Genova.
«Già – esclamò giocondo appena giù dal treno – ora mi giro tutta la città.»
Mangiò subito una sfarinata di ceci in una ciotola, in compagnia di una ciurma di marinai, giusto in tempo per vedere una nave arrivare.
Ne scese una fila di ciuchi. Poi una chioccia seguita dai suoi dieci pulcini. Infine una pulce talmente piccina che nessuno la vide, al punto da restare quasi schiacciata dalla ciabatta di un girovago.
Il cicaleccio di alcuni cialtroni che oziosamente giacevano sul molo, ciarlieri come cince, distrasse quel ciondolone di Pippo che, incespicatosi in un ciottolo, finì col suo gelato al cioccolato e pistacchio, acciaccato, steso, su una buccia di cipolla.
Un geometra in gita mise del ghiaccio sul ginocchio
di Pippo che, invece di ringraziarlo gentilmente, vista una giostra, vi saltò sopra: felice, raggiante, in un brodo di giuggiole per la gioia.
Adesso prova a scrivere il plurale delle parole che terminano per cia e gia, senza però sbagliare. Di solito è qui che… cade l’asino. Però tu un ciucciariello non lo sei, vero?
Ciao, gente! A presto!
Permalink Commenti disabilitati
