Il vecchio della montagna

27 novembre 2010 at 02:23 (Il vecchio della montagna)

Il ragazzino s’era inoltrato nel bosco quando scorse, nascosta tra i rami,  una capanna. Qui, trovò un vecchio. E il ragazzino gli chiese: «Cosa fai tu così vecchio, così solo?».
«Vivo lontano dagli uomini – rispose il vecchio – , perchè sono falsi, avidi e cattivi. Soffrono se tu sei fortunato. E si considerano fortunati se sei tu a soffrire.»
A quel punto il vecchio allungò un braccio scarno verso un gigantesco albero: «Fratello pino – esclamò -, tu non parli, mi rispetti. Sei discreto. Eppure mi sei vicino ad ogni istante. All’alba mi svegli col dolce canto dei tuoi uccellini. A mezzogiorno mi dai la freschezza della tua ombra. A notte mi ristori con il profumo dei tuoi rami resinosi e dei tuoi milioni di aghi. E non mi chiedi niente in cambio. Sempre fedele, tu…. Tu sì mi sei sincero amico».

 

Il vecchio tacque.
Poi indicò al ragazzino un minutissimo fiore.
«I signori uomini – disse il vecchio -, nella loro infinita superbia e con il loro dannato oro, hanno mai creato un gioiello così perfetto e vivo come questo piccolissimo fiore? Guardalo… Osservalo con attenzione…»

 

Il ragazzino si chinò sul fiore. Se il vecchio non glielo avesse fatto notare -   lui, il ragazzino - mai avrebbe avuto l’idera di ammirare quel capolavoro in miniatura.
Ma poi, dopo avere riflettuto, il ragazzino disse al vecchio: «Però, se tu ti ammali, il pino, il fiore, per quanto amici ti possano essere, mica possono di certo aiutarti o curare…»
«È vero, lo so» il vecchio rispose.
«E allora? Su… Perchè non vieni via con me? Perchè non torniamo insieme giù in città?» disse il ragazzo.
Il vecchio sorrise e ringraziò per il pensiero affettuoso. Ma subito aggiunse: «Però, laggiù in città, con chi potrei parlare? Senza più alberi, uccellini e fiori? Non pensi che sarei ancora più solo?».

Il vecchio della montagna non amava la città...

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