Il racconto di Natale, la rapa del nemico

22 dicembre 2010 at 17:54 (Il racconto di Natale, la rapa del nemico)

 

Armando, l’amico del gioco delle carte, mi dice:
«Mio padre ha combattuto la Prima Grande Guerra, al fronte, in trincea, ed era stato fatto prigioniero.
Lo avevano trasportato in un campo all’interno, dentro in Austria, ed era arrivato Natale.
Quella sera mio padre girava per il campo, era depresso, infreddolito e affamato, quando s’era sentito chiamare: un uomo ai bordi, oltre il filo spinato, gli faceva dei cenni e mio padre, incuriosito, si è avvicinato. 
L’uomo - un contadino del posto, un austriaco quindi, un nemico - gli ha sorriso e allungato una rapa.
“Non ho altro - ha detto l’uomo a mio padre -, anche noi non abbiamo da mangiare, buon Natale”».

L’amico Armando si commuove nel ricordare l’episodio. E anch’io non posso non restare indifferente. Commento: «È tanta la miseria provocata dalle guerre che anche una rapa diventa preziosa. E quel contadino se n’è privato pur avendo poco o niente da mangiare. Non solo, ma se n’è privato per donarla a un nemico!».
C’è da riflettere per noi, oggi qui, in questo Natale. Noi che pure siamo spesso col mugugno insoddisfatti eppure abbiamo tutto.
Tutto, e di più.

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