E via in auto incontro alla natura!
Dopo una settimana passata al chiuso o a respirare l’aria inquinata e viziata delle strade di città, è bello il sabato saltare su una macchina per correre incontro al silenzio e all’aria pura.
Al casello trovi qualche chilometro di coda, clacson che assordano, bambini che strillano affacciati ai finestrini.
Un po’ di pazienza e arrivi in autostrada.
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Quando la nube delle mille auto si dirada, ti rendi conto di essere arrivato: sì, sei in montagna.
Lo capisci dai grattacieli che ti accolgono, perchè, a differenza di quelli di città, questi hanno strani rivestimenti in legno e nomi fantasiosi, tipo «Due pini» o «Genziana Residence».
Sono allineati e ritti come abeti, solo che abeti non sono.
Il mattino dopo ti incammini per una salutare passeggiata. E risali l’antico torrente dall’acqua e dalle rive variopinte. Di fiori?
Non tanto, quanto di sacchetti di plastica e lattine.
Continui a salire, sognando candide e immacolate vette.
E, quando finalmente pensi di esserci arrivato - a contatto delle nevi eterne e della natura pura - sbuchi… davanti a un gigantesco capannone, capolinea di chissà quale sciovia, con millenovecentotrentasei sciatori vocianti e urlanti.
Ahi, ahi! Dove sono il silenzio e la pace?
Più facili da trovare se te ne fossi stato in panciolle a casa tua?
GRRRRR!
(Senz’altro avresti speso meno.)
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