C’è ora e ora
Questa piccola storia contiene un piccolo gioco.
Scoprilo.
Una sveglia aveva il vizio di dormire.
Anzi, per la precisione, si addormentava proprio all’ora di trillare: sia che fosse di buon’ora che a tarda ora.
A differenza dell’orologio del vecchio campanile che, al contrario, non vedeva l’ora di suonare, per cui le ore finiva col batterle… a tutte le ore. Per esempio, a mezzogiorno – ora di punta - i rintocchi da suonare erano ben dodici.
Ora, per il vecchio orologio – stanco per avere fatto le ore piccole durante tante notti – dodici rintocchi erano troppi.
Per la gran fatica, ora che aveva finito, erano le tredici, cioè l’una. E all’una era già l’ora di suonare ancora.
Fortuna che, stavolta, il tocco era uno solo.
Perciò il vecchio orologio ne approfittava per prendere tempo e fiato, col risultato di suonare l’una, e tornare poi daccapo: a suonare le due, le tre, a pochi tocchi per volta.
A questo punto, giunta l’ora di tirare una morale, dimmi tu:
volendo sapere l’ora a quale dei due orologi ti rivolgeresti?
Al vecchio campanile coscienzioso ma stanco?
O alla sveglia che si addormenta quando proprio è l’ora di dire che… è ora?
Il giochino era scoprire quanti significati, spesso, può avere una stessa identica parola.
In questo caso la parola era… era…
Non dirmi che non l’hai indovinata!
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